Friday, January 21, 2011

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Women, please, no

Trascrivo e condivido:
Berlusconi, con le sue parole e i suoi comportamenti, ha inferto una ferita a tutte le donne italiane: alle donne che studiano e lavorano (spesso percependo stipendi inadeguati o, come nel caso delle casalinghe, senza percepirli affatto), a tutte noi che facciamo fatica un giorno dopo l'altro; alle donne che per raggiungere ruoli di rilievo non soltanto a certe feste non ci sono andate, ma hanno semmai dovuto give up to see friends, to those who, instead of looking for shortcuts, have traveled with dignity the way of commitment and sacrifice. And for those that have been asked, more or less explicitly, to choose between privacy and public life, for a reconciliation with his son's success would be too difficult with the result that gave up for motherhood, or that we have come far beyond the moment when they wished.


Each of them - when women are chosen and "awards" based not on merit but to something else with the professionalism, commitment, intelligence has little or nothing to do - has been poured upon l'inutilità del suo sacrificio.
Brucia, questa ferita.(...)
Ma sono le donne che per prime devono farsi forti della loro dignità e della consapevolezza del loro valore - senza distinzione di età, credo politico, provenienza geografica - per esprimere a voce alta lo sdegno che questa mentalità suscita, ne sono sicura, nella stragrande maggioranza di noi.
Se credono, gli uomini continuino pure ad ammirare e a sostenere Silvio Berlusconi; le donne, per favore, no.

Noi donne calpestate, non possiamo tacere di GIULIA BONGIORNO

Qui il testo integrale della lettera

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