Dal Diario 1945-47
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| Pier Paolo Pasolini |
Come un naufrago incolume mi volgo; ; angosciato dai baratri celesti
e vedo, inteneriti dal passato,
alle mie spalle, oceani di rare
viole, di silenziose primule.
E' già un sogno lontano più del cielo
il paesaggio di germogli azzurri
che il trasparente Aprile intiepidiva.
Il tempo è dileguato motionless:
butterflies flying demure,
flowers violent, fraught with the rest ...
And I still landed in an accent that
disagreements with the dim
music field? Raise the head, childishly,
tra i veli tranquilli delle nuvole?
Se l'iroso usignolo nell'azzurro
arido, esala i suoi canti diurni,
lo ascolto ardente, ma non ho spera
Io non sogno, son veglio...
Pier Paolo Pasolini
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